I salvabimbi – Da dove nasce l’idea


Estate 2013 – Bimbo di Piacenza dimenticato

Nell’estate 2013 muore il bimbo di Piacenza dimenticato in auto dal papà (che va a lavorare e si dimentica di lasciare il bimbo all’asilo). Ti evito i dettagli perché sto male a scriverli. La notizia mi sconvolge, essendo mamma di un bimbo di un anno e mezzo. Non dormo per tre notti e piango di continuo. Reazione esagerata, vissuta come se fosse accaduto a me. Prego di continuo per quel piccolo angelo ma soprattutto prego affinché non accada più. Di notte, invece di dormire inizio a scrivere e riempio 10 pagine con un progetto che dovrebbe evitare di dimenticare i bimbi in auto: “il seggiolino salva bimbo”.

Nasce l’idea del Seggiolino Salva Bimbo

salvabimbi

Ne parlo con mio marito e la reazione è brusca: “credi che non l’avrebbero già fatto? Credi che non ci abbia mai pensato nessuno?”. Convinta di ciò che ho scritto contatto un ingegnere elettronico e gli chiedo di controllare se il mio progetto sta in piedi, se è fattibile. La risposta mi illumina: è fattibile. Inizia il sogno e con esso la speranza, ma forse ne esistono già. Decido allora di contattare uno studio di consulenza in marchi e brevetti per fare una ricerca di anteriorità ed emerge la seconda buona notizia: è brevettabile, così il 6 agosto 2013 presento la domanda di brevetto dal titolo: “apparato semplificato per rilevare la eventuale dimenticanza a bordo di un veicolo di un bambino seduto sull’apposito seggiolino”. Il sogno diventa più grande. Inizio a chiedere a varie aziende preventivi per realizzare il prototipo. Sono tutti altissimi e io non ho i soldi per andare avanti. Provo con una raccolta fondi ma sono inesperta e imbranata e non ottengo nulla. Decido di aspettare la concessione del brevetto, in fondo se devo spendere così tanto forse è meglio avere in mano un brevetto ufficiale. Intanto contatto tutte le aziende di seggiolini auto per proporre la mia idea. Arrivano due risposte, una da Foppapedretti, che mi incontra con il mio avvocato, e l’altra da Dorel con la quale riesco ad avere una teleconferenza in inglese con il mio interprete.

Brevetto salvabimbi

La risposta dal Ministero alla mia Idea del Salva Bimbo

Non ottengo nulla. Dentro di me sento che non devo mollare e mentre penso a come procedere, come un fulmine a ciel sereno, arriva la prima risposta dal Ministero e purtroppo non è positiva, mi hanno riconosciuto la novità ma non l’innovazione. Il mio brevetto rischia di essere un modello di utilità. Approfondisco con l’ingegnere che mi segue per il brevetto e mi rendo conto che le obiezioni del Ministero sono superabili, così ci provo e ripresento la pratica con mie motivazioni sulla brevettabilità del progetto. Finalmente nel 2016 arriva la concessione di brevetto per invenzione industriale. La strada però è in salita perché manca ancora tutto il resto. Adesso almeno può valer la pena spendere anche tutti i pochi soldi che ho per realizzarlo, perché ho qualcosa di ufficiale in mano e perché ci credo. Continuano le notizie di bambini dimenticati in auto sia in Italia che all’estero e purtroppo sembra che aumentino invece di diminuire. Bisogna fare qualcosa. Non posso mollare. Non adesso.

Invitata alla fiera di Padova

A febbraio 2017 ricevo via mail l’invito a partecipare al 27° Inventor Show dentro la fiera campionaria di Padova previsto per maggio. Non ci penso due volte, mi iscrivo subito. Incarico un ingegnere per la redazione del Business Plan e un ingegnere elettronico per la realizzazione del prototipo. Disegno il logo e o faccio stampare. Preparo una traccia per un filmato emozionale ed incarico un amico di realizzarlo con attori amatoriali. A due giorni dalla fiera è tutto pronto. Sono carica. Vado a Padova. In fiera il mio seggiolino salvabimbi suscita curiosità. In tanti mi chiedono come funziona e mi chiedono quanto costa. C’è chi non ammetterebbe mai di potersi dimenticare il figlio in auto e c’è chi teme possa accadergli. Davanti alla frase: “interviene anche in caso di malore del guidatore” però sono tutti d’accordo, è utile, è importante, è una bella idea. Ricevo complimenti ed ottengo una menzione speciale per l’originalità. Vorrei sensibilizzare le famiglie, vorrei poter fornire una protezione e una tranquillità in più per se stessi e per i propri figli. Il dispositivo anti-abbandono che ho progettato è nato per diventare il seggiolino salva bimbo, ovvero è nato per far in modo che ci sia sul mercato un seggiolino auto con il dispositivo integrato, ma può trovare anche altre applicazioni poiché è installabile anche nei sedili auto. Può essere utile inoltre anche per chi ha animali domestici, con la stessa funzione che si usa per i bambini. E’ completamente autonomo e non integrato al sistema elettrico dell’auto ed è senza fili.